Sul sistema di valutazione si avvi il confronto, senza cedere a intimidazioni

Con una settimana di ritardo rispetto a quanto era stato annunciato nell’incontro con i sindacati, lo schema di regolamento sul sistema di valutazione della scuola approda al consiglio dei ministri, che tuttavia lo legge ma ne sospende l’approvazione. Strano modo di procedere, anzi, di non procedere, e viene da chiedersi per quali ragioni. Noi non ne vediamo di serie per bloccare, ancora una volta, l’avvio di un percorso di confronto che non si riduca a chiacchiere o alle consuete polemiche fra opposte barricate ideologiche.
Pur con aspetti da approfondire e precisare meglio, l’impianto del regolamento che ci è stato presentato ci sembra apprezzabile: per la prima volta si parla di valutazione senza tirare in ballo premi e sanzioni, il percorso valutativo è chiaramente delineato, muovendo dall’autovalutazione per approdare alla rendicontazione sociale. L’obiettivo è dotare le scuole di uno strumento di supporto al miglioramento delle proprie performance.
Davvero pretestuoso, e privo di argomentazioni consistenti, il fuoco di sbarramento che si alza contro un regolamento davanti al quale si stende l’intero percorso di acquisizione dei pareri prima della seconda e definitiva lettura. Un percorso nel quale l’apertura al confronto e la capacità di ascolto sono doverose. Ma altro è ascoltare e confrontarsi, altro è cedere a improprie e non meglio precisate pressioni. Se la titubanza del Ministro e del Governo nascesse da questo, non sarebbe davvero un buon segnale.

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola