Nel  corso dell'incontro del 4 agosto l'Amministrazione ha presentato due bozze, rispettivamente di circolare e di decreto, con cui affrontare la questione dei docenti inidonei.
Contestualmente ha reso noto che le istanze con le quali gli stessi possono chiedere di transitare nei ruoli del personale assistente amministrativo o tecnico dovrebbero essere prodotte entro la fine di settembre, e non già entro il 16 agosto, come si desumerebbe dalla formulazione testuale della norma di legge (legge 111/11, art. 19, comma 12), che il MIUR considera come termine di natura ordinatoria e non perentoria.
La stessa Amministrazione, inoltre, ha reso noto che nell'ambito delle operazioni di assunzione - in attesa di conoscere quale sarà l'effettivo numero di inquadramenti nell'area B - si procederà ad accantonare in via previsionale un numero di posti pari a un terzo dei docenti inidonei attualmente censiti (circa 4.000, quindi con accantonamento iniziale di circa 1.400 posti).
L'Amministrazione è orientata a sottrarre dal computo, oltre al numero di coloro che non presenteranno domanda, assoggettandosi così alla mobilità intercompartimentale, anche il numero di coloro che dichiarino l'intenzione di lasciare il servizio a settembre 2012, perchè in possesso dei prescritti requisiti. Non si è invece espressa in modo definitivo sull’eventualità che ai docenti inidonei sia riconsegnata l'opportunità di cessare dal servizio con diritto a pensione, come prevedeva la normativa vigente all'atto dell'avvenuto accertamento della loro inidoneità.
Si è detta poi intenzionata a dare priorità, nell'ambito della mobilità fuori comparto, a quella che concerne l'utilizzo su posti funzionanti presso gli uffici dell’amministrazione centrale e periferica (ministero; uffici scolastici regionali e provinciali), già attualmente coperti da docenti inidonei.
Per parte nostra abbiamo chiesto che si apra un “tavolo” di approfondito confronto su una materia riconducibile in gran parte a prerogative di tipo contrattuale e che lo si faccia comunque prima di emanare gli atti previsti dalla legge, per i quali peraltro sussistono sufficienti margini di tempo.
Ci pare doveroso, infatti, mettere gli interessati in condizione di poter valutare in modo quanto più possibile completo le diverse opportunità su cui indirizzare le proprie scelte, ivi comprese quelle che comportano la mobilità in altro comparto.