Con tempestività degna di miglior causa il MIUR ha emanato oggi, 10 agosto,  la CM Prot.AOODGPER6626 con la quale detta disposizioni per la presentazione delle istanze di inquadramento nei ruoli del personale a.t.a (profilo di assistente amministrativo o tecnico) da parte dei docenti dichiarati inidonei per motivi di salute. Anticipando considerevolmente i tempi che erano stati ipotizzati nel corso dell’incontro con i sindacati del 3 agosto scorso, la scadenza per le domande è fissata al 14 settembre. Le stesse potranno essere prodotte a partire dal 14 agosto in modalità cartacea, mentre solo dal 1° settembre dovrebbe essere data la possibilità di un invio con modalità web.
Nella domanda, da compilarsi su apposito modulo, l’interessato deve dichiarare il profilo in cui chiede di essere inquadrato sulla base dei titoli posseduti, indicando ai fini della scelta della sede fino a un massimo di due province. Per l’a.s. 2011/12 il personale sarà assegnato ad una sede provvisoria, passando a quella definitiva nell’anno successivo.
 
Poiché nel citato incontro del 3 agosto avevamo manifestato tutte le ragioni del nostro dissenso su un’operazione che determina per il personale interessato gravi ripercussioni di ordine economico e giuridico, non possiamo che ribadirle, insieme alla richiesta che sulle modalità di inquadramento e di gestione della mobilità si apra immediatamente un tavolo negoziale, trattandosi di materie da disciplinare contrattualmente.
E’ incredibile che al personale si chieda di produrre istanze “al buio”, addirittura senza poter esprimere alcuna preferenza per la sede di servizio se non quella, a dir poco generica, di una provincia. Ed è parimenti inconcepibile che la scelta debba essere fatta in condizioni che non consentono di valutare minimamente le diverse opportunità che la legge prevede attraverso le procedure di mobilità intercompartimentale.
 
Del tutto insufficiente, inoltre, la ventilata possibilità di vedere accolta in corso d’anno un’eventuale domanda di collocamento in pensione per chi ne avesse i requisiti: riteniamo infatti che ai docenti inidonei debba essere riconsegnata la facoltà di lasciare il servizio con diritto a pensione a prescindere dai requisiti posseduti, come sarebbe stato loro diritto al momento in cui ne veniva certificata l’inidoneità all’insegnamento.
 
Chiediamo pertanto che il MIUR torni sui propri passi, sospendendo ogni decisione in merito alla utilizzazione dei docenti inidonei, anche al fine di evitare l’insorgere di un prevedibile diffuso contenzioso, e apra immediatamente il confronto e il negoziato con i Sindacati .

LA SEGRETERIA NAZIONALE