Sull'organico di diritto dei docenti un primo passo nella direzione giusta, cui occorre dare continuità. Il nostro impegno anche per gli organici ATA e per le assunzioni.

 

Assicurare alle scuole più risorse, dare uno stop deciso ai tagli di organico, stabilizzare il lavoro: sono richieste che la Cisl Scuola avanza da tempo. Lo abbiamo fatto col documento conclusivo della nostra assemblea nazionale dello scorso settembre (Rivoli -TO), chiedendo una decisa svolta nelle politiche scolastiche, a partire dalla conferma degli organici in atto; lo abbiamo poi ribadito al nuovo Governo e al nuovo ministro fin dal primo incontro svoltosi a gennaio, così come abbiamo denunciato con forza il rischio che gli impegni assunti in tal senso fossero alla fine disattesi, dopo aver assistito alle ripetute riformulazioni, via via sempre più vaghe e generiche, degli articoli riguardanti la scuola nel “decreto semplificazione”.

Per questo registriamo come primo segnale positivo la decisione di confermare, nelle tabelle dell’organico di diritto del personale docente per il 2012/13, lo stesso numero di posti dell’anno precedente. Era una richiesta avanzata con forza dalla Cisl Scuola fin dall’avvio del confronto sugli organici al MIUR: evitare che l’applicazione dei quadri orari definiti dai nuovi ordinamenti, estesi l’anno prossimo alle classi quarte della primaria e a tutte le classi del II ciclo, determinasse un ulteriore calo del numero dei posti. Una prima risposta, anche se ancora parziale, è venuta.

Crediamo che nessuno possa sottovalutare l’importanza di un risultato per nulla scontato nel difficile contesto che il Paese sta vivendo. Non sono certo risolti del tutto i numerosi punti di autentica sofferenza e le crescenti difficoltà organizzative di un sistema sottoposto da anni a politiche di taglio, ma era davvero indispensabile dare alle nostre scuole almeno un segnale di diversa attenzione, aprendo qualche prospettiva di attenuazione del disagio in cui da troppo tempo sono costrette a operare.

La ripartizione dei posti, confermati nella loro consistenza complessiva, viene fatta tra le diverse regioni tenendo conto dell’andamento previsionale del numero degli alunni, il che porta a registrare, nelle singole realtà territoriali, incrementi o riduzioni rispetto alla situazione attuale.

Per quanto riguarda le procedure di calcolo per determinare l’organico spettante a ciascuna scuola, la Circolare Ministeriale (n. 25 del 29 marzo 2012) non può che riproporre sostanzialmente i parametri fissati dal Regolamento sulla formazione delle classi (DPR 20.3.09 n. 81): è evidente che l’aver stabilizzato il numero dei posti ai livelli attuali dovrebbe liberare una piccola quota di organico che, in aggiunta a quello strettamente derivante dall’applicazione dei parametri di calcolo, potrà consentire un primo passo nella direzione di quell’organico dell’autonomia che lo stesso ministro Profumo (pur con le incertezze e le ambiguità cui si è accennato in precedenza) ha ripetutamente affermato di voler assumere come obiettivo, raccogliendo le pressanti richieste avanzate in tal senso dalla Cisl Scuola e dalle altre organizzazioni sindacali.

Un primo risultato, dunque, che ci spinge a proseguire in modo ancor più determinato la nostra azione anche su altri versanti di impegno. L’organico di fatto, prima di tutto, per dare continuità e completezza all’obiettivo di una necessaria stabilità delle risorse in atto, sapendo che proprio quello è l’organico commisurato al reale fabbisogno. Al ministro chiediamo di recuperare pienamente l’impegno di consolidare l’attuale consistenza degli organici, superando la distinzione tra diritto e fatto (come indicato nella prima stesura del decreto semplificazione), nella prospettiva di un organico davvero funzionale ad un’autonomia scolastica pienamente esercitata. Naturalmente, ciò che vale per l’organico dei docenti deve valere anche per quello del personale ATA, oggetto negli ultimi anni di riduzioni ancor più pesanti e, com’era agevole prevedere, rivelatesi assolutamente insostenibili.

Stabilità degli organici deve per noi significare anche stabilità del lavoro: c’è un piano triennale di assunzioni, varato con la legge 106 del 2011, orientato alla copertura di tutti i posti vacanti e disponibili con personale di ruolo. Al ministro e al Governo chiediamo di dare continuità alla sua attuazione, proseguendo sulla stessa via che ha reso possibile, lo scorso anno, l’assunzione a tempo indeterminato di 67.000 unità di personale docente e ATA.

Per l’attivazione del piano, vogliamo ricordarlo, si è resa necessaria anche la sottoscrizione di un’intesa contrattuale, senza la quale sarebbero venute meno le indispensabili condizioni di sostenibilità economica dell’operazione. Chi, come la Cisl Scuola, è stato protagonista di quell’intesa e si è assunto la responsabilità di firmarla, ha oggi pieno titolo nel rivendicare con forza il pieno rispetto degli accordi ed è più di altri legittimato a pretendere che il Governo agisca in modo coerente e conseguente rispetto agli impegni sottoscritti.