Nel pomeriggio di lunedì 14 maggio è proseguito al MIUR il confronto su TFA e precariato nell’ambito del tavolo tecnico avviato con le Organizzazioni Sindacali, confronto intenso e impegnativo data la complessità di un tema che investe una pluralità di esigenze e di interessi.

Era presente all’incontro anche il Direttore generale dell’università, dott. Livon, con il quale sono state affrontate alcune problematiche relative all’iscrizione ai percorsi di TFA, meritevoli di approfondimento e chiarimento.

L’attenzione si è concentrata soprattutto su alcune questioni.

1) Classi di concorso con unico test preselettivo (ad es. A043 e A050) ma con offerta distinta tra diverse università: gli atenei interessati - in particolare le università di Firenze e Siena - si coordineranno per consentire agli aspiranti di sostenere il test presso una delle università coinvolte, al fine di poter poi affrontare, in caso di esito positivo, le successive prove di ammissione per ciascuna delle due classi di concorso in entrambe le università; in questi casi le prove successive dovranno essere fissate in date differenti per consentirne l’espletamento. E’ evidente, pertanto, che la prova scritta e la prova orale delle classi di concorso che hanno un unico test preselettivo devono essere distinte.

2) Riconoscimento dell’abilitazione anche su diversa classe di concorso compresa in un ambito disciplinare.

  • per le classi di concorso A052 e A049 è previsto che l’abilitazione si estenda “a cascata” anche per le classi di concorso relative agli insegnamenti in esse ricompresi (per la A052 l’abilitazione acquisita con il TFA vale anche per la A051 e A050, mentre per la A049 l’abilitazione vale anche per la A047 e A038);
  • per gli ambiti disciplinari “verticali”, quali ad esempio quelli relativi alla A043 e A050 o quello relativo alle lingue straniere, l’Amministrazione si è riservata un’ulteriore riflessione rispetto alla richiesta avanzata da tutte le Organizzazioni Sindacali di confermare la validità di tutti gli ambiti disciplinari attualmente previsti dal DM 354/98.

3) Possibilità di frequentare il tirocinio in scuola situata in territorio diverso dalla sede dell’ateneo a cui si è iscritti: l’Amministrazione ha rappresentato qualche difficoltà rispetto a tale soluzione, perché presuppone l’individuazione delle scuole accreditate, oggetto di un decreto tuttora da emanare.

4) Incompatibilità con altri percorsi universitari: è stato precisato che questa si riferirà all’anno accademico 2012/13 anche se l’immatricolazione al TFA avverrà all’interno dell’a.a. 2011/12.

5) Iscrizione al TFA in soprannumero e senza dover sostenere le prove preselettive. Sarà ogni singola università a decidere il termine e le modalità per la presentazione della domanda (alcune l’hanno confermato entro il 4 giugno tramite modello cartaceo, altre lo fisseranno successivamente dandone notizia sul proprio sito istituzionale). I requisiti per accedere sono quelli previsti nei decreti istitutivi del TFA e riguardano coloro che, idonei e in posizione utile per la frequenza delle SSIS, non hanno concluso il percorso, ovvero non si sono potuti iscrivere al semestre aggiuntivo per conseguire la seconda abilitazione.

L’Amministrazione ha informato che sarà attivo al più presto un servizio di FAQ sulle questioni più frequentemente rappresentate, impegnandosi a sottoporre a breve la prima batteria di risposte all’attenzione delle Organizzazioni Sindacali.

Per quanto riguarda classi di concorso per le quali al momento non è prevista l’attivazione del TFA, l’Amministrazione sta sollecitando le Università a rendersi disponibili, mentre dovrebbe essere imminente l’istituzione del percorso per primaria e infanzia di cui al comma 16 dell’art. 15 del DM 249/10. E’ prevista una informativa in merito entro la fine del mese.

TFA “SPECIALE”

L’Amministrazione ha fornito più puntuali indicazioni sul percorso abilitante riservato, oggetto nei giorni scorsi di alcune dichiarazioni del ministro Profumo. In linea con le disposizioni europee che individuano l’esercizio della professione come requisito da riconoscere al fine di acquisire la conseguente abilitazione, il MIUR intende attivare - attraverso un’ordinanza di urgenza che anticipi una modifica del Regolamento (DM 249/10) - moduli aggiuntivi ai TFA ordinari, destinati a docenti privi di abilitazione e con almeno tre anni di esperienza professionale. Per tali percorsi abilitanti non sarebbe previsto un test d’accesso, né la frequenza di attività di tirocinio.

La discussione si è incentrata soprattutto sulle modalità con cui calcolare il requisito dei tre anni di esperienza lavorativa. Da parte sindacale si è chiesto che la valutazione del triennio debba essere ricondotta al criterio da sempre vigente, per cui l’anno scolastico si intende interamente riconosciuto in presenza di un servizio della durata di 180 giorni.

L’Amministrazione, pur convenendo su tale richiesta, sostiene tuttavia che i 180 giorni debbano intendersi continuativi e prestati (per tutto il triennio) nella medesima classe di concorso per cui si chiede di accedere al percorso abilitante, escludendo sia la sommatoria di periodi non continuativi, sia quella di servizi in classi di concorso diverse, come da richiesta sindacale.

Quanto alla decorrenza dei periodi utili alla maturazione del triennio, il MIUR è orientato a considerare come riferimento il periodo compreso tra l’a.s. 1999/00, coincidente con l’avvio delle SISS, e il 2011/12 (compreso).

I moduli di TFA “speciale” dovrebbero svolgersi parallelamente al TFA “ordinario”: anche per questo è urgente adoperarsi affinché siano avviati anche i percorsi di TFA per le classi di concorso al momento non previste. Per gli ITP, ad oggi non ricompresi nel TFA "ordinario", la soluzione andrà trovata nella modifica del DM 249/10.

Nella proposta MIUR la frequenza del TFA “speciale” deve avvenire in una università della regione nella quale si è svolto il triennio di servizio.

Sulle richieste avanzate dalla CISL Scuola e dalle altre Organizzazioni Sindacali, l’Amministrazione si è riservata un approfondimento su cui darà conto a breve in occasione della presentazione di una bozza di ordinanza istitutiva dei corsi in oggetto.

In un successivo incontro saranno affrontate le questioni relative all’ipotizzato bando di concorso ordinario, cui - di recente e ripetutamente - ha fatto riferimento in dichiarazioni alla stampa il ministro Profumo, con affermazioni che tuttavia restano al momento del tutto generiche, mentre sarebbe opportuno che il confronto potesse avvenire quanto prima, come da tempo chiede la Cisl Scuola, su proposte definite in termini chiari e puntuali.