I risparmi ad oggi “certificati” dal Ministero dell’Economia non sono sufficienti a coprire interamente il costo necessario per riconoscere la piena validità dell’anno 2011 ai fini delle progressioni stipendiali di tutto il personale. Le risorse potranno essere integrate, come prevede la legge di stabilità per il 2012, con quelle individuabili attraverso un negoziato che consenta di recuperare eventuali disponibilità in ambito contrattuale. In parole povere, ma chiare, si tratta di verificare se e come destinare al pagamento degli scatti risorse ricavabili nell’area della retribuzione accessoria, contando su possibili economie derivanti dalla riduzione del personale in servizio o contrattando una loro diversa destinazione.
Questi i termini di una questione su cui incidono pesantemente due ordini di fattori: il primo è, ovviamente, la gravissima situazione economica del Paese, con la conseguente stretta rigorosa sui livelli di spesa pubblica, che rende più arcigna che mai la guardia montata dal MEF sulle partite di natura finanziaria. Il secondo è quello dei mancati risparmi dovuti al fatto che le riduzioni di organico sarebbero state molto minori di quelle previste dal piano triennale, soprattutto per il forte incremento del numero di posti di sostegno autorizzati a seguito della sentenza 80/2010 della Corte Costituzionale. Come da noi già denunciato, un’interpretazione molto rigida del quadro normativo di riferimento fa sì che queste “mancate economie” vengano caricate interamente (e a nostro avviso ingiustamente) sulla quota di risparmi che in previsione sarebbe stato possibile utilizzare per pagare gli scatti. Per quanto riguarda in particolare i posti aggiuntivi di sostegno, già da tempo la Cisl Scuola aveva chiesto che fossero considerati come elemento sopravvenuto, non previsto né prevedibile all’avvio di un piano triennale di tagli agli organici i cui effetti, con le conseguenti riduzioni di spesa, si sono sostanzialmente prodotti, provocando i noti disagi all’utenza e un aggravio non indifferente delle condizioni di lavoro del personale.
Si tratta evidentemente di una questione politica che il ministro dell’Istruzione, stante il suo dichiarato impegno ad attuare le intese sugli scatti, avrebbe dovuto assumere e far valere con più forza in sede di Governo e in particolare nel confronto col Ministero dell’Economia. Lo ha ribadito anche nell’incontro di ieri il segretario generale Francesco Scrima, evidenziando come la questione, al di là della sua pesante incidenza in termini economici, presenti risvolti di natura politica altrettanto importanti, che chiamano in causa la credibilità dei reiterati annunci di un diverso segno delle politiche scolastiche.
Il quadro che emerge dall’incontro al Ministero, descritto peraltro dall’Amministrazione in termini non sempre chiari ed esaurienti, dovrà essere ulteriormente precisato nel corso delle procedure negoziali che abbiamo chiesto di avviare con la massima tempestività. Già troppo pesante il ritardo fin qui accumulato, per ragioni che solo in parte possono essere giustificate con l’obiettiva difficoltà del problema. Per questo la Cisl Scuola e le altre organizzazioni sindacali hanno fortemente sollecitato il ministro, che si è impegnato ad emanare in brevissimo tempo l’atto di indirizzo all’ARAN per dare rapidamente avvio alla trattativa fra le parti.
Valuteremo dunque al tavolo negoziale, verificando ulteriormente l’entità delle poste economiche in gioco, come portare a soluzione una questione che riguarda, è bene ricordarlo, l’insieme della categoria e non solo una parte. Si tratta infatti di recuperare per tutti, in via generale, la validità degli anni 2011 e 2012 (come già avvenuto per il 2010) ai fini delle progressioni di carriera. Quindi tutti sono interessati, e non solo coloro che nell’immediato attendono di acquisire il passaggio di classe stipendiale maturato nel corso del 2011, o coloro che avrebbero dovuto scattare a gennaio 2012.
Questi gli obiettivi di un’azione che la Cisl Scuola conduce da tempo, avendone sempre dato ampio e trasparente resoconto ai lavoratori, e su cui intende continuare a spendere con determinazione il proprio impegno.