Sono ancora molte le cose che non vanno nel decreto sulla revisione della spesa, anche se è rientrata l’ipotesi di dimezzare i collaboratori scolastici, così come quella di impiegare i docenti in esubero per coprire le supplenze brevi in ambito regionale.

Restano, però, altre misure fortemente penalizzanti per i lavoratori della scuola, mentre si interviene in modo unilaterale su materie che da sempre sono affidate alla contrattazione. Così come nella fase preparatoria del decreto, l’impegno della Cisl Scuola continuerà in modo intenso anche durante la conversione parlamentare in legge.

Il primo obiettivo è difendere le prerogative contrattuali su materie come la mobilità e l’utilizzo del personale in esubero. E’ una questione che da sempre siamo abituati ad affrontare e risolvere positivamente in sede negoziale; vogliamo continuare a farlo anche alla luce dell’intesa sul lavoro pubblico dello scorso 3 maggio, di cui chiediamo sia data piena e coerente attuazione.

Vogliamo che sia ricondotto a criteri contrattati il piano di utilizzo del personale in esubero. Se l’ipotesi di utilizzarlo in ambito regionale era di gravità inaudita, anche l’ambito provinciale risulta eccessivamente esteso, il che comporta sia problemi organizzativi e di gestione delle procedure per le scuole, sia un’inaccettabile vessazione del personale, sottoposto a condizioni di impiego assolutamente insostenibili.

Sul personale inidoneo chiediamo all’Amministrazione di non applicare pedissequamente una norma così discutibile e sommaria: anche qui si ripete l’errore di atti unilaterali su materie che andrebbero affidate alla contrattazione. Nel frattempo, a questo personale (cui ad avviso della Cisl Scuola andrebbe riconosciuto il diritto alla dispensa dal servizio) non viene nemmeno concesso quanto previsto, in materia di requisiti previdenziali, ai lavoratori che risulteranno in esubero a causa della riduzione delle piante organiche della pubblica amministrazione e che potranno accedere alla pensione sulla base delle norme precedenti la cosiddetta “riforma Fornero”. Anche a questo chiediamo che si rimetta mano.

Per queste ragioni la Cisl ritiene del tutto improduttivo, in questo momento, porre l’enfasi su iniziative di mobilitazione limitate ad una generica protesta: alla mobilitazione devono essere dati senso e prospettiva, rivendicando sedi di confronto in cui far valere le ragioni del sindacato in un approfondito e puntuale confronto di merito.

La Cisl chiede che i temi del riordino della Pubblica Amministrazione, della razionalizzazione dei suoi costi, della produttività del lavoro pubblico siano affrontati in maniera trasparente, attraverso la concertazione ed un confronto costruttivo con il sindacato.

Lo chiediamo con forza e in questo senso ci attiveremo con ogni necessaria iniziativa per sostenere le indispensabili modifiche al decreto nel suo percorso di conversione in legge.

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Sui contenuti del decreto (di cui forniamo anche la relazione tecnica governativa) pubblichiamo una prima scheda di lettura, che evidenzia i punti di più immediato interesse per la scuola e i suoi lavoratori.