Martedì scorso, 9 aprile, il presidente dell’Aran ha presentato alla stampa la pubblicazione che fa il punto sull’andamento delle retribuzioni nel pubblico impiego. Si conferma il quadro complessivo, già evidenziato nei precedenti e recenti analoghi documenti: retribuzioni sostanzialmente ferme e perfino in leggera diminuzione (il 2011 fa segnare un complessivo - 0,8%, dato che dovrebbe essere confermato anche per il 2012).

Il Rapporto (illustrato anche da una serie di slides) evidenzia, inoltre, che la spesa complessiva sostenuta dalla pubblica amministrazione per pagare le retribuzioni (circa 170 miliardi di Euro, pari a poco meno dell’11% del PIL), per la prima volta nel 2011, dopo molti anni di crescita ininterrotta, diminuisce dell’1,6%. Le anticipazioni Istat sul dato 2012 evidenziano un ulteriore significativo calo del 2,3%.

La riduzione della spesa complessiva si deve: al blocco delle retribuzioni e alla diminuzione del numero di occupati (3,6 milioni nel 2007; meno di 3,4 milioni nel 2012).

Ricordiamo per quanto sopra descritto le misure di contenimento varate negli ultimi anni:

  • vincoli sul turn-over e provvedimenti di riduzione organici, adottati a più riprese;
  • blocco dei contratti nazionali;
  • altre misure di contenimento della spesa.

Quali le possibili ricadute sull’innovazione organizzativa e sulla modernizzazione del settore pubblico? E’ fondamentale considerare al contempo sia l’esigenza di una dinamica compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica sia la necessità di avviare percorsi di cambiamento atti a migliorare servizi, prestazioni e tempi di risposta ai cittadini ed alle imprese.