Dichiarazione di Francesco Scrima, segretario generale CISL Scuola

 Assunzioni in ruolo, una risposta parziale. Ora un nuovo piano triennale

L’autorizzazione ad assumere 11.268 docenti e 557 dirigenti segna una tappa importante nel percorso avviato con l’intesa che ha portato al piano triennale di assunzioni varato nel 2011. Con quelle di quest’anno, grazie a quell’intesa, le nomine in ruolo di docenti sono 62.300 e quelle di personale ATA 42.500, riducendo così l’area dell’impiego precario. Tuttavia, la mancata autorizzazione - a tutt’oggi -all’assunzione di 3.500 ATA penalizza in modo ingiustificato un’area professionale indispensabile al funzionamento della scuola.

Dare lavoro stabile a migliaia di persone è un fatto positivo, e lo è ancor più in un contesto difficile come quello che il paese sta vivendo, ma il beneficio che ne deriva riguarda in generale il sistema, che della stabilità ha bisogno per programmare e gestire al meglio la sua organizzazione del lavoro.

Ecco perché diventa ora indispensabile far di tutto perché le operazioni di nomina si concludano al più presto, mettendo le scuole in condizione di avviare regolarmente la loro attività. Troppi ingiustificabili ritardi si sono già accumulati nell’attesa di un’autorizzazione che poteva e doveva essere data prima.

Il nostro impegno continua su un preciso obiettivo, primo tra tanti: le assunzioni del personale ATA e un nuovo piano triennale, per la copertura con contratti a tempo indeterminato di tutti i posti di cui la scuola ha bisogno per funzionare.

Evidenziamo, in particolare, quelli di sostegno, per i quali non si giustifica ormai più il permanere di una quota così alta di posti attivati solo in organico di fatto (circa trentasettemila) e coperti ogni anno con supplenze. Sono posti da consolidare a tutti gli effetti, in quanto rispondenti a un fabbisogno ampiamente certificato, con caratteristiche di stabilità se non addirittura di crescita. Se ne prenda finalmente atto e si assumano le decisioni conseguenti, nell’interesse dei lavoratori ma soprattutto per riaffermare l’integrazione e l’inclusione come fattori essenziali di qualità e valore della nostra scuola.

Roma, 20 agosto 2013