La vertenza sulla legge di stabilità e la richiesta di avviare il confronto per il rinnovo del contratto sono i temi su cui la CISL Scuola, subito dopo la riunione unitaria di questa mattina, ha avviato i lavori della sua Assemblea Nazionale, che vede riuniti per tre giorni, a Tivoli, tutti i dirigenti territoriali dell'organizzazione.

"Siamo molto consapevoli del difficile contesto in cui ci stiamo muovendo, ma siamo convinti che chiedere oggi di aprire la discussione su un nuovo contratto non sia una richiesta avventata e velleitaria: ci sono molti motivi per farlo, se si crede che tra le scelte necessarie per rilanciare la crescita ci debba essere anche quella di investire in conoscenza".

Questo il tema conduttore della relazione di apertura, e non è casuale che il segretario generale Francesco Scrima abbia voluto usare, parlando di investimento in conoscenza, le testuali parole usate da Ignazio Visco qualche giorno fa. “Se affermazioni come queste vengono da un osservatorio come la Banca d'Italia, che non può certamente essere disattenta alle condizioni economico-finanziarie del paese” - osserva Scrima - “vuol dire che l'avvio di un serio confronto su come rilanciare il settore dell'istruzione e della formazione non è solo possibile, ma è indispensabile".

Ma non si migliora il servizio scolastico, continua Scrima, senza riconoscere e valorizzare il lavoro che vi si svolge. Ecco perché la CISL Scuola respinge duramente gli ennesimi interventi penalizzanti che colpiscono una categoria le cui retribuzioni sono inadeguate rispetto al crescente livello di complessità e gravosità del lavoro.

È importante che sulla “vertenza scuola” ci si stia muovendo in modo ampiamente unitario, con una mobilitazione che ha obiettivi precisi e puntuali; non una generica protesta, ma la richiesta di modifiche alla legge di stabilità, insieme a quella di veder convertito in legge il decreto con le misure urgenti per l'istruzione, dove ci sono misure importanti come il nuovo piano triennale di assunzioni.

“Quello dell'istruzione e della formazione è un tema sul quale si vanno ripetendo promesse e proclami: è ora che se ne faccia l'argomento di un dibattito che metta a fuoco le priorità e delinei un progetto sostenuto dal più largo consenso politico e sociale. Vogliamo”- conclude Scrima - “una vera e propria costituente per la scuola".

 

Roma, 28 ottobre 2013