Trecentomila firme di lavoratori, raccolte per chiedere un diritto sacrosanto come il rinnovo del contratto, sono per la ministra Giannini un modo vecchio di fare sindacato. A noi sembra piuttosto vecchio questo tipo di attacchi, che sfuggono sempre al merito delle questioni e al confronto con gli interlocutori, in nome di “novità” che restano tutte da scoprire.
Il confronto vero e diretto con le persone e con i luoghi in cui esse lavorano è uno dei “fondamentali” del nostro modo di essere e fare sindacato. Quello della scuola è un mondo concreto e non virtuale, dalla cui viva esperienza non si può assolutamente prescindere. Questo è per noi il primo significato delle trecentomila firme raccolte nelle scuole, in un dialogo diretto che nessuna consultazione on line potrà mai avere la presunzione di sostituire.
Il nostro agire trova nelle leggi vigenti e in primis nella Costituzione riconoscimento e legittimazione. La nostra storia testimonia della capacità che abbiamo sempre avuto di sostenere, insieme alla tutela delle persone che rappresentiamo, i processi di innovazione necessari alla miglior qualità del sistema scolastico: siamo noi in questo senso ad augurarci che anche la ministra e il suo governo si dimostrino all’altezza del compito.

 

Roma, 30 ottobre 2014

 

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola