Incontro che possiamo senz’altro definire insoddisfacente, quello di oggi, 16 febbraio, con la ministra Giannini: ai problemi posti in modo puntuale dalle organizzazioni sindacali sono infatti venute risposte del tutto vaghe, che lasciano peraltro intravedere non poche difficoltà a tradurre in pratica le tante ambizioni del progetto Buona Scuola, a partire dalla questione su cui si è sempre posta l’enfasi maggiore, quella delle assunzioni. La Cisl Scuola, con l’intervento del segretario generale Francesco Scrima, ha messo in evidenza anzitutto il netto dissenso circa l’ipotesi di intervenire per decreto legge sulle carriere del personale docente, contestando sia l’invasione di campo su materia squisitamente contrattuale, sia l’effetto fortemente penalizzante che avrebbe una struttura delle progressioni economiche da cui deriverebbe una riduzione di circa 8.000 euro annui degli incrementi oggi garantiti dalle tabelle contrattuali. Questo il danno che è possibile stimare, un danno che rimane di notevole consistenza nonostante il Governo, come ci dicono le indiscrezioni riportate dalla stampa, stia abbandonando l’ipotesi originaria degli scatti di competenza per orientarsi su un percorso di carriera fondato su un mix tra anzianità e merito.Resta intanto irrisolto il problema delle posizioni economiche del personale ATA, di cui è stata chiesta anche nei giorni scorsi la piena riattivazione. 
Altrettanto netta la critica al progetto di un piano di assunzioni impostato su criteri che portano a escludere dalla stabilizzazione quasi il 50% dei precari attualmente in servizio, cioè tutti coloro che pur lavorando da anni a tempo determinato non sono inseriti nella GAE. A ciò si aggiunge il silenzio assoluto riguardo alla stabilizzazione dei precari ATA, nonostante i principi affermati nella sentenza della Corte di Giustizia Europea abbiano valenza generale e non circoscritta ai soli docenti; nel frattempo la legge di stabilità prevede il taglio di 2.000 unità di organico, pur trattandosi di un organico già oggi largamente insufficiente al fabbisogno, il che mette seriamente a rischio il regolare funzionamento della scuola anche su aspetti di primaria necessità (apertura e vigilanza nei plessi, assistenza agli alunni diversamente abili). 
E' stata poi denunciata la mancata soluzione – nonostante ripetute assicurazioni fornite dall’Amministrazione, da ultimo in occasione della manifestazione del 4 dicembre scorso – del problema delle risorse per la contrattazione integrativa dei Dirigenti Scolastici, alcuni dei quali rischiano di dover restituire una parte della retribuzione mentre tutti gli altri da oltre due anni non percepiscono la retribuzione di posizione e di risultato (su questo la ministra ha dichiarato l'intenzione di inserire nel decreto Buona Scuola le risorse per integrare il FUN, vedremo se questa volta i fatti saranno conseguenti agli annunci).
Infine Scrima ha ribadito le critiche espresse anche nei giorni scorsi durante l’informativa su valutazione e RAV, contestando soprattutto l’ambiguità di un'operazione le cui finalità sembrano orientate più ad una classificazione delle scuole e del personale che a sostenere processi di miglioramento e di crescita dell’efficacia dell’azione didattica. Un’impostazione sostanzialmente calata dall’alto, con scarso o nullo coinvolgimento del corpo professionale, e inoltre assolutamente carente quanto a risorse da investire in indispensabili interventi di formazione del personale. 
Come si diceva in apertura, a fronte di una puntuale elencazione delle nostre rivendicazioni sono giunte risposte del tutto vaghe e inconsistenti: la manifestazione del 17 febbraio indetta per sostenere la piena stabilizzazione di tutto il personale precario pertanto non solo è confermata, ma diventa un primo atto di mobilitazione al quale seguiranno ulteriori iniziative estese agli altri temi richiamati nel corso dell’incontro di oggi.