Gissi: le commissioni concorsuali non possono funzionare col volontariato coatto

 

Pare se ne sia accorto anche il premier che non va proprio bene dover ricorrere al volontariato coatto per far funzionare le commissioni esaminatrici nel concorso dei docenti. Almeno così si coglie in alcune battute a margine (e speriamo prima) della sua visita a Vinitaly, nelle quali Renzi afferma che il Governo starebbe lavorando per risolvere una situazione insostenibile.  Speriamo che la risposta non sia - già immaginiamo l’enfasi del possibile annuncio! - il raddoppio o addirittura la triplicazione della cifra…
Fuori di battuta: è evidente che la questione è seria, e sorprende che se ne prenda coscienza solo adesso, e non prima di mettere in moto una macchina così complessa. Sono di per sé evidenti le ragioni che rendono particolarmente delicate le funzioni svolte da chi è tenuto a valutare il livello di preparazione e competenza dei candidati, o a garantire la regolarità e trasparenza delle procedure, o la piena funzionalità dei dispositivi e dei programmi utilizzati per lo svolgimento delle prove on line. Pensare che tutto questo possa essere fatto in sovraccarico al proprio normale orario di servizio, e per giunta quasi gratis, oltre a essere ben poco rispettoso dei diritti e della professionalità di chi lavora è fuori da ogni logica.
Già rischiamo di pagare, con l’applicazione di tante parti della legge 107, le conseguenze del pressapochismo con cui si sono improvvisate soluzioni (dagli ambiti territoriali, al bonus, alla stessa gestione del piano assunzionale) che rischiano di aggravare i problemi anziché risolverli. Ora non vorremmo che anche su un tema cruciale come il reclutamento la smania di potersi appuntare sul petto qualche medaglia, preoccupandosi più di “fare presto” che di “fare bene”, si traducesse nell’incapacità o nell’impossibilità di gestire in modo regolare ed efficace le procedure concorsuali.
Se è vero, come afferma il premier, che a queste cose “ci stanno lavorando” (meglio tardi che mai, viene da dire), ci auguriamo che i rimedi individuati siano all’altezza delle questioni da risolvere e non ricadano sotto altra forma in un ulteriori oneri e disagi per le nostre scuole, alle quali non possono esser sottratte risorse umane (vedi personale ATA non sostituibile) ed economiche.
Roma, 12 aprile 2016
Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola