Riordino Istituti Tecnici e Professionali

 

 

 

Schede analitiche

 

 

ISTITUTI  TECNICI

 

Il nuovo ordinamento degli Istituti Tecnici coinvolge contestualmente, nell’anno scolastico 2010/11, le prime e le seconde classi.

Le terze e le quarte proseguono secondo i piani di studio previgenti, con un orario settimanale di 32 ore.

I percorsi degli Istituti Tecnici sono di durata quinquennale e sono finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore.

Si articolano in due ampi settori, a loro volta articolati in indirizzi: 1) economico (due indirizzi); 2) tecnologico (nove indirizzi).

L’orario complessivo annuale è di 1.056 ore, corrispondenti a 32 ore settimanali di lezione. Sono previste un’area di istruzione generale, comune a tutti i percorsi, e specifiche aree di indirizzo.

La struttura dei percorsi si sviluppa attraverso:

  • un primo biennio articolato in 660 ore di attività e insegnamenti generali e in 396 ore di attività e insegnamenti obbligatori per ciascun indirizzo;
  • un secondo biennio e un quinto anno articolati in 495 ore di attività e insegnamenti generali e in 561 ore di attività e insegnamenti obbligatori per ciascun indirizzo.

Per articolare in opzioni le aree di indirizzo, anche in relazione alle peculiarità del territorio, possono essere utilizzati spazi di flessibilità entro il 20% nel primo biennio, il 30% nel secondo biennio, il 35% nell’ultimo anno.

Sono istituiti i dipartimenti per il sostegno alla didattica quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti.

Gli Istituti Tecnici costituiscono un comitato tecnico-scientifico con una composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del  lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica con funzioni consuntive e di proposte per l’utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità.

E’ possibile stipulare contratti d’opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni.

Al superamento dell’Esame di Stato conclusivo dei percorsi viene rilasciato il diploma di Perito indicante l’indirizzo seguito dallo studente e le competenze acquisite.

E’ istituito il Comitato Nazionale per l’istruzione tecnica e professionale per azioni di monitoraggio finalizzate all’innovazione permanente del sistema. Esso è costituito da dirigenti, docenti ed esperti del mondo del lavoro e delle professioni, con apporti delle Regioni, di altri ministeri, dell’ANSAS, dell’ISFOL.

Detto Comitato Nazionale assume anche le funzioni del “Comitato Nazionale IFTS” (che viene soppresso). Di conseguenza, il nuovo organismo si occuperà non solo di monitoraggio ma anche di definizione di standard formativi, figure professionali, repertorio delle professioni; proprio per questo, CISL e CISL Scuola rivendicano la conferma, in esso, della presenza delle Organizzazioni Sindacali Confederali.

L’INVALSI effettua periodicamente una valutazione dei risultati di apprendimento e ne pubblica gli esiti.

Il Ministro riferisce triennalmente al Parlamento sugli esiti del monitoraggio e delle valutazioni.

Un successivo decreto del MIUR, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), definirà:

·        le indicazioni nazionali riguardanti competenze, abilità e conoscenze;

·        gli ambiti, i criteri e le modalità per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo (gestione delle quote di flessibilità);

·        i criteri per il raccordo tra il previgente ordinamento e il nuovo, per accompagnarne il passaggio nelle seconde classi funzionanti nell’anno scolastico 2010/2011, nelle quali si completa l’assolvimento dell’obbligo di istruzione;

·        la rideterminazione dei quadri orario, comprensiva delle ore di compresenza degli insegnanti tecnico-pratici a partire dalle terze e quarte classi degli Istituti Tecnici funzionanti nell’anno scolastico 2010/2011, secondo il previgente ordinamento, con un orario complessivo annuale corrispondente a 32 ore settimanali.

Inoltre, successivi decreti definiranno:

·        l’articolazione delle discipline e le classi di concorso, ivi comprese quelle dei docenti da destinare all’Ufficio tecnico;

·        i criteri generali per l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina non linguistica compresa nell’area di indirizzo del quinto anno;

·        gli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione degli Istituti Tecnici.

Gli Istituti Tecnici collaborano con le strutture formative accreditate dalle Regioni nei poli tecnico-professionali costituiti secondo la legge 40/07.

Il passaggio al nuovo ordinamento è accompagnato da misure nazionali di sostegno e di aggiornamento del personale.

Gli istituti del settore tecnologico sono dotati di un Ufficio tecnico per la gestione ottimale dei laboratori. I posti relativi all’Ufficio tecnico sono coperti prioritariamente con personale titolare nell’istituzione scolastica e, in mancanza, con personale appartenente a classe di concorso in esubero con modalità da definire in sede di contrattazione collettiva nazionale integrativa sulla mobilità e utilizzazioni.

Le norme del regolamento sono definite come “non derogabili” per via contrattuale.


 

ISTITUTI  PROFESSIONALI

 

Gli Istituti Professionali sono riorganizzati a partire dalle classi prime funzionanti nell’anno scolastico 2010/11.

Nel medesimo anno scolastico, le seconde e le terze classi proseguono secondo i piani di studio previdenti, con un orario complessivo corrispondente a 34 ore settimanali.

I percorsi di studio hanno una durata quinquennale e si concludono con il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria superiore in relazione ai settori e agli indirizzi.

Gli Istituti Professionali possono svolgere, in regime di sussidiarietà, un ruolo integrativo e complementare rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale regionale, ai fini del rilascio delle qualifiche e dei diplomi professionali.

Agli Istituti Professionali si riferiscono gli Istituti Tecnici Superiori.

Sono articolati in due settori: 1) settore dei servizi (5 indirizzi); 2) settore industria e artigianato (1 indirizzo).

Gli indirizzi sono articolati in opzioni, utilizzando la quota di flessibilità.

Gli istituti del settore industria sono dotati di Ufficio tecnico (analogamente a quanto previsto per gli Istituti Tecnici)

L’orario complessivo annuale è di 1.056 ore, corrispondenti a 32 ore settimanali di lezione. Si prevedono un’area di istruzione generale comune a tutti i percorsi e specifiche aree di indirizzo.

La struttura dei corsi prevede:

  • un primo biennio articolato in 660 ore di attività e insegnamenti generali e in 396 ore di attività e insegnamenti obbligatori per ciascun indirizzo;
  • un secondo biennio e il quinto anno, articolati in 495 ore di attività e insegnamenti generali e in 561 ore di attività e insegnamenti obbligatori per ciascun indirizzo;
  • dal punto di vista metodologico si privilegiano soprattutto la didattica di laboratorio, il lavoro cooperativo per progetti, l’alternanza scuola lavoro.

I risultati di apprendimento declinati in competenze, abilità e conoscenze sono equiparati al “Quadro europeo dei titoli e delle qualifiche” (EQF)

Ferma restando la quota di autonomia del 20%, si utilizzano i seguenti spazi di flessibilità per articolare in opzioni le aree di indirizzo, anche in relazione alle peculiarità del territorio:

ü     1° biennio, 25%;

ü     2° biennio, 35%;

ü     ultimo anno, 40%.

Sono istituiti dipartimenti per il sostegno alla didattica quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti.

Analogamente agli Istituti Tecnici, anche gli Istituti Professionali costituiscono un comitato tecnico-scientifico con una composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del  lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica con funzioni consuntive e di proposta per l’organizzazione delle aree di indirizzo e l’utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità.

E’ possibile stipulare contratti d’opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni.

Al superamento dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi viene rilasciato il diploma di Tecnico indicante l’indirizzo seguito dallo studente e le competenze acquisite.

Il monitoraggio e la valutazione sui risultati di apprendimento sono affidati al Comitato Nazionale per l’Istruzione Tecnica e Professionale e all’INVALSI.

E’ previsto un rapporto triennale al parlamento da parte del Ministro dell’Istruzione.

Sono previste specifiche intese tra il MIUR, il MEF e le singole Regioni per la sperimentazione di nuovo modelli organizzativi e di gestione degli Istituti Professionali.

Con successivo decreto del MIUR, di concerto con il MEF, previo parere della Conferenza stato, regioni e province autonome, sono definiti:

  • le indicazioni nazionali riguardanti le competenze, le abilità e le conoscenze relative ai risultati di apprendimento;
  • gli ambiti, i criteri e le modalità per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo;
  • la rideterminazione dei quadri orario delle classi successive alla prima funzionanti nell’anno scolastico 2010/11, comprensivi della compresenza dei docenti teorico e tecnico-pratico;
  • le classi di concorso del personale docente e l’articolazione delle cattedre per ciascuno degli indirizzi;
  • gli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione degli Istituti Professionali.

Il passaggio al nuovo ordinamento è accompagnato da misure nazionali di sostegno e di aggiornamento del personale.

I posti relativi all’Ufficio tecnico sono coperti prioritariamente con personale titolare nell’istituzione scolastica e, in mancanza, con personale appartenente a classe di concorso in esubero con modalità da definire in sede di contrattazione collettiva nazionale integrativa sulla mobilità e utilizzazioni.