Precise e puntuali proposte emendative, ma cogliendo anche l’occasione per sollecitare una più generale riconsiderazione del tema reclutamento. Questo il senso dell’intervento che Maddalena Gissi, a nome della CISL Scuola, ha svolto oggi, 22 aprile 2020, nel corso dell’audizione informale dei sindacati presso la Commissione 7ª del Senato sul disegno di legge di conversione del decreto 22/2020, contenente misure straordinarie in materia di conclusione dell’anno scolastico 2019/20 e di ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/21.
Occorre andare oltre quanto previsto dall’art. 2 del decreto in corso di conversione – ha detto la segretaria generale CISL Scuola – ce lo chiedono le famiglie di 8 milioni di alunni, ce lo chiedono un milione e duecentomila lavoratrici e lavoratori della scuola, ce lo chiedono anche, insieme alle loro famiglie e ai loro insegnanti, oltre un milione di studenti della scuola non statale e della formazione professionale”. Grazie alla generosità di tutto il personale, ha ricordato la segretaria generale CISL Scuola, il sistema ha reagito prontamente all’emergenza determinata dal contagio, attivando forme di didattica a distanza per le quali un contributo significativo lo hanno dato anche i duecentomila precari, tra docenti e ATA, attualmente in servizio nel nostro sistema scolastico. Dare stabilità a quei rapporti di lavoro non è solo un’esigenza dei diretti interessati, è una precisa necessità per consentire una ripresa delle attività in presenza che avverrà in condizioni particolarmente complesse e in cui c'è più che mai bisogno di poter far conto su risorse certe e stabili. “È di tutta evidenza - ha proseguito la segretaria generale CISL Scuola - che l’obiettivo di stabilizzare il lavoro, cui erano espressamente rivolte, non può essere oggi conseguito attraverso le procedure concorsuali attualmente in discussione, poiché al momento impraticabili e senza alcuna previsione certa sui tempi in cui potranno essere portate a compimento. Non possiamo tuttavia permetterci un avvio d’anno all’insegna dell’incertezza, col rischio di avere per mesi avvicendamento di personale che invece è indispensabile avere da subito pronto e stabilmente al lavoro”.
Occorre dunque, per la CISL Scuola, ampliare lo spazio che il decreto dedica al tema del reclutamento, aprendo la possibilità di procedure straordinarie di cui sono alcuni dati a sottolineare l’urgenza: “Lo scorso anno – ha ricordato la Gissi - le assunzioni sono rimaste in gran parte inevase per mancanza di aspiranti nelle graduatorie, sui posti comuni di insegnamento ne sono rimasti scoperti 31.000; solo 3.000 docenti di sostegno sono entrati in ruolo, a fronte di 13.500 posti a disposizione. Questo mentre abbiamo circa 75.000 precari con una esperienza di lavoro che supera i tre anni scolastici. Più del 40% dei posti ATA sono vacanti, e a settembre saliranno a oltre 4.000 le scuole prive di DSGA”.
In allegato, la memoria depositata agli atti della Commissione, nella quale sono sviluppate in dettaglio tutte le questioni che non potevano certamente trovare spazio in modo esaustivo nei cinque minuti concessi per ogni intervento dei rappresentanti sindacali. Forte anche il richiamo alla necessità che la ripresa delle attività scolastiche in presenza sia preceduta da un protocollo condiviso che stabilisca regole e procedure cui attenersi per fornire le dovute garanzie di massima sicurezza a utenti e lavoratori, un'esigenza resa ancor più indispensabile dalle dimensioni di un sistema che, oltre a coinvolgere direttamente più di dieci milioni tra alunni e personale, ha un forte effetto indotto in termini di movimento delle persone, trasporti, servizi, contatti sociali.

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