Rivedere entità e tempi della manovra sulla scuola, avviare un piano di assunzioni che punti alla copertura di tutti i posti vacanti con personale di ruolo, destinare risorse adeguate per il rinnovo del contratto: questi obiettivi, che sono stati al centro della manifestazione del 31 ottobre scorso, sono stati ieri riproposti con forza da Francesco Scrima nell’incontro dei sindacati col ministro Gelmini.

Nella sua comunicazione di apertura il Ministro ha svolto una breve panoramica sui principali provvedimenti adottati e in corso di adozione, soffermandosi in particolare sui Regolamenti per il riordino degli istituti tecnici, degli istituti professionali e dei licei, il cui iter dovrebbe concludersi entro il mese di dicembre. L’avvio dei nuovi ordinamenti potrà quindi avvenire col prossimo anno scolastico: a tal fine il MIUR sta mettendo a punto un articolato programma di comunicazione in funzione dell’orientamento, con l’attivazione di momenti informativi destinati al personale docente e dirigente, per i quali sono già stati costituiti appositi gruppi tecnici.

Il Ministro ha assunto esplicitamente l’obiettivo di limitare l’avvio della riforma del secondo ciclo alle sole classi prime: in relazione a ciò sono già in corso contatti e approfondimenti con il MEF per le necessarie verifiche di compatibilità con gli obiettivi di contenimento di spesa contenuti nel piano triennale.

Il Ministro si è poi soffermato sulle questioni connesse ai provvedimenti straordinari per il personale precario, accennando all’imminente conversione in legge del decreto-legge 134/09, che consentirà fra l’altro di superare il contenzioso in atto sulle graduatorie ad esaurimento del personale docente. Ha annunciato, poi, l’imminente pubblicazione di una nota - attualmente in fase di elaborazione di concerto con l’INPS - per offrire indicazioni e chiarimenti sulle problematiche connesse alle modalità di accesso all’indennità di disoccupazione e alla sua cumulabilità con altre forme di compenso per i beneficiari delle misure straordinarie: su queste ultime, ha ribadito la volontà di accelerarne quanto più possibile l’attivazione.

Per quanto riguarda le assunzioni in ruolo, il Ministro ha preliminarmente annunciato l’imminente varo della direttiva sui pensionamenti "forzosi" di cui all’art. 72 del decreto-legge 112/08 (personale che compie i 65 anni o i 40 anni di contribuzione); al riguardo, è stata predisposta una bozza – su cui si è in attesa di parere da parte della Corte dei Conti – nella quale viene assunto, in via generalizzata, il criterio del collocamento in pensione di quanti sono in possesso di un’anzianità contributiva di 40 anni, con la sola eccezione (come peraltro richiesto dalla CISL Scuola) di chi, entro il 2011, maturi il passaggio ad una successiva classe stipendiale. Tutto ciò porta a prevedere un consistente numero di pensionamenti, il che favorirà il riassorbimento delle situazioni di esubero e consentirà di realizzare un significativo programma di assunzioni in ruolo, per il quale il Ministro ha indicato come obiettivo la copertura dell’intero turn over.

Il Ministro, infine, ha proposto l’attivazione di un "tavolo specifico di confronto" che, nella prospettiva del rinnovo del contratto, affronti le questioni relative al riconoscimento del merito e della valorizzazione professionale, anche in relazione al possibile utilizzo della quota di economie che l’art. 64 della legge 133/08 prevede di "reinvestire" come incremento delle risorse contrattuali.

Intervenendo a nome della CISL Scuola, il Segretario Generale, Francesco Scrima - dopo aver richiamato le ragioni e gli obiettivi delle iniziative assunte dall’Organizzazione a sostegno e in difesa della scuola pubblica, da ultimo con la manifestazione del 31 ottobre - ha preso atto delle disponibilità dichiarate dal Ministro, confermando tuttavia l'impegno della CISL e della CISL Scuola nel rivendicare un confronto che deve necessariamente investire il Governo nella sua collegialità, soprattutto per quanto riguarda l'indispensabile revisione dell'entità e dei tempi della "manovra" sulla scuola. Non è infatti pensabile che l’avvio della riforma nelle sole classi prime, in sé giusto e positivo, avvenga senza una modifica del piano dei "tagli", che ne riduca l’entità per il prossimo anno scolastico, essendo già oggi la nostra scuola in una situazione insostenibile.

Pur riconoscendo l’opportunità di avviare una riforma come quella del secondo ciclo, di cui da anni si avverte la necessità, e di avviarla contestualmente per tutti gli indirizzi di studio, la CISL Scuola chiede che sia sottratta a condizionamenti e vincoli troppo stringenti da parte del Ministero dell’Economia: occorre restituire, infatti, una doverosa priorità alle ragioni della scuola e della sua miglior qualità. E’ in ogni caso indispensabile che l’avvio del nuovo ordinamento avvenga in un quadro di forti garanzie e tutele per il personale: a tal fine vanno attivati da subito i "tavoli negoziali" per affrontare le questioni connesse alle ricadute sulla mobilità e ai necessari percorsi di riqualificazione.

Scrima ha evidenziato come le richieste della CISL Scuola siano state poste in termini non demagogici, con estrema chiarezza e ragionevolezza, e come pertanto sulle stesse si attendano risposte altrettanto puntuali e non elusive.

Piena disponibilità è stata manifestata, infine, rispetto ad un avvio del confronto sulla valorizzazione del merito, ricordando tuttavia che la questione non può essere avulsa dalla necessità di un rinnovo contrattuale che assicuri alla generalità del Comparto adeguate tutele, a partire da una doverosa rivalutazione del potere d’acquisto delle retribuzioni.