La rilevazione - riguardante gli apprendimenti in "italiano" e "matematica" - ha coinvolto 5.303 scuole e 350.000 alunni delle classi seconde e quinte della scuola primaria, mediante una prova esterna standardizzata. Si tratta di un dato molto interessante che offre alle istituzioni scolastiche elementi di conoscenza oggettiva dei livelli di apprendimento dei propri ragazzi (vedi il "Rapporto integrale" e/o  la sua "Sintesi").

Pur essendo volontaria, il dato di partecipazione è stato abbastanza elevato (68,2%), a riprova che nella scuola sta crescendo la consapevolezza nei confronti di pratiche valutative i cui esiti diventano sempre più fondamentali per sostenere il processo di insegnamento-apprendimento.

Questa prima rilevazione nasce con la legge 176/07 e si inserisce in un piano triennale di rilevazione che

  • riguarderà - nell'anno scolastico in corso - obbligatoriamente tutte le classi prime e terze della scuola secondaria di 1° grado;
  • interesserà - nell'a.s. 2010/11 - le classi terze e quinte della scuola secondaria di 2° grado.

Di seguito, alcuni interessanti dati di analisi degli esiti emersi.

  • Gli alunni della classe seconda della scuola primaria hanno risposto mediamente in modo corretto al 65% dei quesiti di "italiano", mentre nella prova di "matematica" le risposte corrette sono state pari al 54,9%.
  • Le situazioni rilevate non sono omogenee sul territorio nazionale.
  • Gli alunni meridionali mostrano una differenza negativa di quasi sei punti percentuali rispetto al nord Italia; per la matematica, al contrario, registrano una quota di eccellenza più elevata che nel resto del Paese (10,6%, 7,5% e 7%, rispettivamente nel Sud, nel Nord e nel Centro).
  • Nelle classi quinte le risposte corrette in "italiano" sono state in media pari al 62,3%, mentre in matematica sono state pari al 57%.
  • Sia nelle seconde che nelle quinte classi le differenze di punteggio connesse al genere e quelle legate all'età degli alunni sono minime o comunque non sufficientemente significative.
  • Gli alunni di cittadinanza diversa da quella italiana sia nelle seconde che nelle quinte classi della scuola primaria conseguono risultati molto inferiori rispetto a quelli ottenuti dai loro compagni di cittadinanza italiana sia in "matematica" che, soprattutto, in "italiano".

Il rapporto, infine, fornisce alcune chiavi di lettura dei dati relativamente alla variabilità dei livelli di apprendimento in rapporto alle condizioni socio-economiche delle loro famiglie, alla scuola frequentata e al contesto socio-economico di provenienza.

La CISL Scuola:

  • prende atto positivamente degli esiti di questa rilevazione, la prima in assoluto riferita al nostro sistema di istruzione;
  • ribadisce, con forza, il ruolo di fondamentale importanza per la scuola dell'INVALSI, già oggi in grado di formulare "diagnosi" di rilevante valore scientifico;
  • riconferma la necessità di individuare un soggetto che, sulla base degli esiti rilevati, possa svolgere - con competenza e continuità - un'azione di sostegno alle istituzioni scolastiche.