In occasione dell'incontro tra Amministrazione ed Organizzazioni Sindacali - in programma per domani, 18 novembre, al MIUR - durante il quale è previsto anche il confronto sulle "problematiche relative all'attuazione ed all'accompagnamento della riforma del secondo ciclo", la Segreteria Nazionale CISL Scuola evidenzia alcune considerazioni in merito.

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Una riforma attesa e necessaria

La riforma della scuola secondaria di II grado, da tempo attesa, è una necessità fortemente avvertita per corrispondere adeguatamente alle mutate esigenze del contesto socio-economico ed accrescere il livello culturale e di preparazione degli studenti, sia in funzione della prosecuzione degli studi, sia in vista di un più efficace inserimento nel mondo del lavoro.

Il nostro sistema di istruzione secondaria soffre da tempo dei gravi limiti derivanti da un'eccessiva proliferazione di indirizzi, che ha finito per rendere indistinta e confusa l'identità dei percorsi: non è più rinviabile un intervento che riporti a razionalità un sistema cui si chiede di assicurare - attraverso l'articolazione dei percorsi di studio - il pieno soddisfacimento della domanda formativa e un'efficace prevenzione della dispersione scolastica.

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Le condizioni per partire bene

Ciò premesso, la CISL Scuola ribadisce la propria condivisione per l'ipotesi di un avvio della riforma a partire dal prossimo anno scolastico, ma pone al riguardo alcune precise condizioni:

l'avvio della riforma deve coinvolgere l'intero sistema, e non solo parti di esso: quindi, contestualmente, i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali. Questo per affermare pienamente la pari dignità dei percorsi e porre le condizioni, da subito, per rendere concretamente praticabile la mobilità degli studenti al loro interno;

l'avvio della riforma deve avvenire con la necessaria gradualità, coinvolgendo, pertanto, nel primo anno, le sole classi prime. Alle classi successive deve essere riconosciuta, doverosamente, la prosecuzione secondo i piani di studio previgenti. Tale garanzia di continuità non può essere pregiudicata da interventi sugli orari o sui quadri delle discipline tali da stravolgere l'organizzazione didattica e disciplinare in atto. Anche per questo si rende necessario modificare entità e tempi della manovra sulla scuola, come CISL e CISL Scuola hanno da tempo richiesto (da ultimo con la manifestazione del 31 ottobre);

devono essere emanate, in tempi brevi, le disposizioni ministeriali (obiettivi specifici di apprendimento, articolazione delle cattedre, indicazioni per la valutazione e l'autovalutazione dei percorsi, ecc.) necessarie per una compiuta definizione del nuovo quadro ordinamentale e per un'efficace azione di orientamento nelle scelte da parte delle famiglie;

devono essere attivate - attraverso adeguati investimenti di risorse - forti e incisive misure di accompagnamento soprattutto sul versante delle attività di formazione e di riqualificazione del personale coinvolto nei processi di innovazione;

devono essere assicurate le condizioni per un governo negoziato in sede contrattuale dei processi di mobilità connessi alla riorganizzazione dei "quadri orari", della struttura delle cattedre e delle nuove classi di concorso: dallo specifico schema di Regolamento, pertanto, va stralciato l'art. 4, che interviene in maniera unilaterale sulla materia.