Il Consiglio di Stato (Sezione Consultiva per gli Atti Normativi) si è nuovamente pronunciato, nella seduta del 21 dicembre 2009, sugli schemi di Regolamento per la riforma del sistema della scuola secondaria di II grado. I tre precedenti giudizi sono stati integrati alla luce della risposta ministeriale alle interclocuzioni dell'alto consesso amministrativo. I tre nuovi pareri (licei - istituti tecnici - istituti professionali) - sono stati depositati il 13 gennaio.

Per la CISL Scuola quella del secondo ciclo è una riforma necessaria e urgente: lo sosteniamo da tempo e abbiamo su questo obiettivo speso un forte impegno già nella passata Legislatura. Espressi dal Consiglio di Stato i pareri definitivi, la CISL Scuola ribadisce che l'avvio della riforma deve avvenire in presenza di alcune necessarie condizioni, tra le quali rivestono assoluta priorità: --->

  • l'avvio contestuale per tutte le "filiere" del sistema (licei, istituti tecnici, istituti professionali);
  • la doverosa gradualità, con il coinvolgimento limitato per l'a.s. 2010/11 alle sole classi prime;
  • la garanzia, per le classi successive, delle condizioni che consentano di proseguire e completare senza stravolgimenti i percorsi in atto. Ciò significa che non sono ipotizzabili interventi pesanti sui "quadri orari", tali da sconvolgere l'articolazione disciplinare;
  • forti iniziative di accompagnamento in termini di formazione e riqualificazione del personale.

Spetta al Ministro e al Governo, anche a fronte delle osservazioni contenute nei pareri del Consiglio di Stato, individuare le soluzioni per una emanazione in tempi congrui delle disposizioni che devono dare completa definizione al nuovo quadro ordinamentale: nel frattempo il nostro auspicio è che le condizioni rivendicate dalla CISL Scuola per garantire una "buona partenza" della riforma possano trovare riscontro e sostegno anche nelle posizioni che nei prossimi giorni si assumeranno in autorevoli sedi politiche.

Continua, inoltre, l'impegno della CISL Scuola per una riduzione e rimodulazione dei previsti interventi sugli organici, così come la rivendicazione di una piena copertura del turn over, attraverso un consistente piano di assunzioni a tempo indeterminato, che assicuri all'intero sistema un quadro certo e stabile di risorse professionali.