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La Sezione Consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato ha espresso, nella Adunanza di sezione dell'8 marzo scorso, il parere definitivo sullo schema di regolamento concernente "Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244". Il parere è stato pubblicato ieri sul sito del Consiglio di Stato.

 

La Sezione ha espresso parere favorevole, pur esprimendo in particolare riserve sulla formulazione finale della norma transitoria contenuta nell'articolo 15 dello schema, in riferimento al riconoscimento del servizio di insegnamento prestato in forma precaria. Infatti, pur prendendo atto dell’utilità riconosciuta al servizio ai fini dell’acquisto dei crediti formativi, ha osservato, tuttavia, che le argomentazioni svolte dal Ministero circa l’impossibilità di prevedere, in via transitoria, un accesso automatico al tirocinio da parte di chi sia in possesso di una anzianità minima di servizio, tenendo conto del parere espresso dal CNPI in proposito, non appaiono del tutto persuasive. 

 

Se è vero che l’ammissione alle SSIS era, in genere, subordinata al superamento di una prova selettiva, è altrettanto vero che il mancato superamento di detta prova non precludeva in assoluto l’accesso a dette scuole, potendo la stessa essere ripetuta negli anni successivi da chi possedesse il titolo di studio richiesto, laddove, con l’entrata in vigore del nuovo ordinamento, tutti coloro che, pur essendo stati utilizzati in attività di insegnamento nelle scuole statali, non superino le prove di accesso nel (breve) periodo transitorio non potranno più conseguire il titolo abilitante, atteso che lo svolgimento del tirocinio e l’esame con valore abilitante saranno possibili solo a chi abbia conseguito la laurea magistrale a numero programmato: un più favorevole trattamento dei precari in questione, nella fase di passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, non avrebbe determinato, pertanto, una disparità giuridicamente rilevante.

 

Inoltre, pur essendo prevista l’ammissione in soprannumero di tutti coloro che abbiano superato la prova di accesso (onde, in via astratta, non è programmabile, già nell’attuale disciplina, il numero degli abilitati), la Sezione ha osservato che la formazione del precariato è derivata dall’utilizzazione degli abilitati in posti di insegnamento non di ruolo. Ora, poiché, ormai, l’assunzione può avvenire solo attraverso le graduatorie ad esaurimento (non suscettibili di ulteriori immissioni) e, in prospettiva, attraverso i concorsi ordinari con cadenza biennale, il conseguimento dell’abilitazione (comunque subordinata al superamento dell’esame al termine del tirocinio) da parte di soggetti non inclusi nelle graduatorie ad esaurimento, consentirebbe solo la partecipazione ai concorsi ordinari, non mutando, per il resto, la posizione giuridica (aspettativa di fatto) attualmente rivestita dal personale interessato.

 

La Sezione ha comunque ritenuto che la questione riguarda valutazioni che attengono al responsabile esercizio della discrezionalità spettante all’amministrazione in sede regolamentare, e quindi, pur con le considerazioni critiche espresse, ha preso atto della scelta effettuata con l’attuale testo dell’art. 15. 

 

Ci riserviamo di svolgere una più puntuale analisi del provvedimento non appena saremo in possesso del testo integrato sulla base dei rilievi mossi dal Consiglio di Stato.