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Nell’ incontro tenutosi nel pomeriggio del 30 giugno l’amministrazione ha informato le organizzazioni sindacali sulle nuove procedure, in corso di elaborazione, concernenti le modalità di liquidazione e pagamento dei compensi accessori relativi al Mof ( Miglioramento dell’Offerta Formativa: Fis, incarichi specifici, funzioni strumentali, ore eccedenti etc.) in applicazione del disposto di cui all’art. 2 comma 197 della legge 191/2009: con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze saranno infatti determinati i termini e le modalità attuative dei criteri di pagamento che, presumibilmente a partire dal 1° gennaio 2011, sostituiranno quelli attualmente in essere.

     

Nella sostanza le competenze accessorie dovute al personale da parte delle Amministrazioni pubbliche, ivi comprese le istituzioni scolastiche, saranno erogate, dietro comunicazione di ordini collettivi di pagamento, congiuntamente alle competenze fisse attraverso il sistema informatico e dei servizi del Ministero dell’economia e delle finanze.

     

     

In conseguenza di ciò le scuole, pur continuando a ricevere le comunicazioni delle somme spettanti per i diversi istituti contrattuali al fine della contrattazione integrativa di scuola, e ferma restando la piena disponibilità delle risorse spettanti, non incasseranno la relativa liquidità che resterà invece nella disponibilità delle ex Dpsv.

     

     

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L’istituzione scolastica dovrà quindi comunicare al Tesoro, per il pagamento, gli importi dovuti a ciascun dipendente, in relazione a quanto stabilito nel contratto di scuola nell’ambito della dotazione finanziaria complessiva per ciascun istituto contrattuale, che saranno contabilizzati e liquidati nel cedolino dello stipendio il primo mese utile successivo.

     

     

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A fronte delle novità che si profilano in materia di gestione amministrativo contabile sarà necessario apportare opportune modifiche al regolamento di contabilità delle scuole.

     

     

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La CISL Scuola, se da un lato può guardare con un certo interesse ad una procedura che rimuove alla radice il rischio di veder "distratte" per altri scopi le risorse contrattuali, come purtroppo sempre più spesso avviene, dall’altro rileva l’insufficienza e i limiti di un mero ritorno alla vecchia idea della tesoreria unica, che limita fortemente la liquidità a disposizione delle scuole, privandole delle uniche somme certe e puntualmente determinate, quali sono quelle definite dal contratto.

     

     

Nel frattempo rimane in attesa di soluzione il problema dei finanziamenti per il pagamento delle supplenze, per le spese di funzionamento, né tanto meno si aprono prospettive per il recupero dei crediti vantati dalle scuole: si rischia in sostanza di rendere molto più precaria la gestione amministrativa, senza peraltro diminuire il lavoro delle segreterie scolastiche.

     

Diverso segno potrebbe avere tale processo solo se, nello stesso tempo, si potesse assicurare alle scuole la disponibilità certa di adeguate risorse per l’espletamento del servizio pubblico che sono chiamate a rendere. Diversamente, il tutto finirebbe per esaurirsi in una pura e semplice operazione di monitoraggio e controllo.