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Il CCNI sulla mobilità del personale scolastico per il prossimo anno scolastico, firmato oggi (e che diventerà definitivo solo dopo la conclusione delle procedure di certificazione per la contrattazione integrativa previste dalla nuova normativa sul pubblico impiego), conferma e rafforza le tutele per il personale perdente posto, in un quadro di regole collaudate, trasparenti, certe.

La firma conclude un periodo di intenso lavoro, in gran parte dedicato proprio ad un'accurata messa a punto, sulla scorta delle "situazioni di fatto" riscontrate lo scorso anno, dei criteri che regolano la mobilità d'ufficio. Criteri che vedono fra l'altro incrementare di un ulteriore anno (da sei a sette, che diventeranno otto l'anno prossimo) il periodo nel quale il trasferito d'ufficio è beneficiario di specifiche precedenze nelle operazioni.

Al perdente posto è assicurata, con questo contratto, la migliore delle garanzie: ottenere, con priorità rispetto a chi si trasferisce per sua volontà, il posto più vicino possibile a quello perso, mantenendo per quest'ultimo il diritto a rientrarvi con precedenza assoluta sia in fase di utilizzazioni che, per i sette anni successivi, nel corso dei trasferimenti.

Il mantenimento di una mera "titolarità senza posto" (così come proposto dalla UIL) è stata ritenuta da tutte le sigle firmatarie una soluzione non solo impraticabile (per l'ovvia indisponibilità della controparte), ma soprattutto controproducente per gli interessati, esposti al rischio di veder occupati per trasferimento a domanda posti eventualmente disponibili nelle immediate vicinanze di quello perso.

Quanto alla proposta di riconoscere una precedenza "tout court" ai soprannumerari nelle fasi I e II della mobilità a domanda, ci chiediamo se chi la avanza ha ben chiari gli effetti, abnormi e paradossali, che ne deriverebbero rispetto ad un sistema di regole in gran parte fondato - da sempre e con unanime consenso - sul riconoscimento dell'anzianità di servizio.

Non è per "un mix di pigrizia e di rigidità burocratica" che tali proposte sono state ritenute inaccettabili, oltre che dall'Amministrazione, da quattro sigle sindacali su cinque, ma esattamente per ragioni opposte: la convinzione che questioni complesse non possono essere affrontate in modo sbrigativo e superficiale, anche se ciò costa tempo e fatica; la consapevolezza che le soluzioni giuste non si disegnano frettolosamente sulla carta, ma vanno ancorate ad una approfondita conoscenza di quanto accade nel concreto vissuto della scuola e delle persone che ci lavorano, portatrici - tutte - di aspettative ed interessi che devono essere composti in modo attento ed equilibrato.

Quest'ultima è la ragione per cui il testo del contratto risulta, oltre che complesso, anche corposo: una circostanza liquidata con sorprendente faciloneria da chi dovrebbe, se non altro per la lunga frequentazione dei "tavoli negoziali", essere di tutto questo almeno un poco consapevole.

La CISL Scuola ha firmato con convinzione questo contratto, frutto positivo di una trattativa in cui si è spesa con forte capacità di proposta e grande disponibilità all'ascolto e al confronto.

La CISL Scuola rispetta chi ha fatto una scelta diversa, ma non può consentirgli di mistificare la realtà al punto di addebitare al contratto, e non al pesante taglio degli organici, la responsabilità di una diffusa mobilità d'ufficio rispetto alla quale siamo convinti di poter offrire oggi, con il contratto, concrete tutele e non vuote parole.

 

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